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"Everything about this release is perfect, this CD redefines the word "CLASSIC" for me. "
Sven Freller - Germany

9/10 - Rock Hard Magazine
INTERVIEWS

SACRED BLADE - Marzo 2005

Originally featured on Hammerblow.org
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a cura di Agnar


In esclusiva assoluta, Jeff Ulmer ci racconta la storia dei mitici Sacred Blade, una delle entità più enigmatiche dello U.S. Metal. Welcome to...The Sun + Moon!!!

Agnar: Hello, Jeff! E' una cosa alquanto singolare parlare con te dei Sacred Blade, adesso, nel 2005! Cos'è successo alla band dopo il 1986, anno di uscita del vostro full-lenght?

Jeff Ulmer: Di tempo ne è passato talmente tanto che non saprei proprio da dove iniziare. Quando uscì il disco, mezza band se ne era già andata. Ted Zawadzki, il nostro attuale batterista, entrò nel 1987 e da allora abbiamo passato un sacco di tempo nei miei studi di registrazione privati, negli anni seguenti, a registrare arrangiamenti e demo per il secondo, terzo e quarto album...più alcuni sporadici live-shows.
Dopo aver rifiutato un contratto con la Epic Records, ho riportato la band in studio nel 1990, per cominciare a registrare quella che avrebbe dovuto essere la versione definitiva del secondo disco, ma ci toccò smettere allorchè i nasstri-master si rovinarono irreparabilmente. Continuammo a fare dei concerti, abbastanza regolarmente, ma presto ricominciai a focalizzare l'attenzione sulle registrazioni, e sui lavori nel mio studio.
Nel 1993 la band era sotto il controllo mio e di Ted; lavorammo serate e weekend interi, dopo aver fondato la mia agenzia grafico-pubblicitaria per pagarmi le registrazioni. Abbiamo lavorato a questo progetto fino a che, la scorsa settimana, è uscito il nostro primo album dopo oltre 15 anni: Othyrworld - Beyond Into the Night of Day.
Durante gli anni, mi sono anche occupato della produzione dei demo per alcune bands locali, sono entrato a far parte dello staff di Dgititallyobsessed.com in qualità di recensore di DVD, ed ho lavorato alla 20th Century Fox per la realizzazione della ristampa in DVD di "Zardoz", film di John Boorman.
In questi giorni invece, sono impegnato con la mia piccola fattoria...ora che comincia il disgelo dai nostri freddi inverni canadesi!

AG: Devi sapere, se non lo sai già, che il vostro disco "Of the Sun + Moon" (nella sua lussuosa edizione "gatefold", su Black Dragon Records) ha raggiunto quotazioni molto elevate, negli ultimi anni! Cosa ne pensi del giro del collezionismo e di questa alta valutazione del tuo disco? Pensi che sia giusto spendere più di 40 euro per una copia di "Of the Sun + Moon"?

JU: Sono onorato dal fatto che il mio disco sia tenuto così in considerazione, anche se è passato tanto tempo dalla release ufficiale. Ho sempre cercato di dare intensità e qualità alla musica che compongo: d'altronde, questi erano i fattori che consideravo di più nei dischi con cui sono cresciuto.
Sebbene "Of the Sun + Moon" non sia neanche lontanamente vicino alla perfezione, penso che la gente riesca a guardare oltre, a carpire l'energia e la passione che sta dietro la musica, oltre quei difettucci che a me possono invece dare un po' fastidio.
Penso invece che nel LP, un ruolo fondamentale lo abbia giocato la confezione gatefold, sai? Era una cosa rara per un debut album, perchè le etichette non avevano voglia di investire troppi soldi su una band sconosciuta.
Non posso dirti quale cifra sia troppo alta per un oggetto da collezione, anche perchè ognuno di noi è portato a darsi dei propri limiti di spesa, a seconda di quanto gli interessa un prodotto.
E' buffo sapere che la gente paga cifre altissime per l'edizione in vinile...specie se penso che il CD è molto più raro per via di una più limitata distribuzione; sarà interessante vedere quanto faranno pagare il CD, tra 10 anni!

AG: Dovresti essere contento, sapendo che "Of the Sun + Moon" è uno dei dischi più desiderati dagli appassionati di U.S. Metal di tutto il mondo, anche a 18 anni dall'uscita! Cosa mi dici di eventuali ristampe in digitale?

JU: E' davvero gratificante ricevere un responso continuo, come quello che i Sacred Blade hanno avuto nel tempo; queto giustifica gli anni di lavoro che hanno portato alla realizzazione del primo album, alla faccia di tutte le avversità. Parlando della ristampa (che è effettivamente disponibile sul loro sito!), per me è molto importante che catturi al meglio la qualità del prodotto originale, è per questo che ho impiegato ben due anni per rimasterizzare il tutto. Ti confesso che avevo pensato di remixare o addirittura risuonare diverse parti, ma poi ho deciso che la cosa migliore sarebbe stata realizzare una versione in digitale che fosse il più possibile fedele all'originale.
Sul CD è possibile ascoltare particolari che sul vinile non si sentivano neanche, data la risoluzione più alta ed ovviamente l'assenza del fruscìo superficiale. Ho anche ritenuto opportuno vendere il CD direttamente ai fans, piuttosto che affidarmi ad una casa discografica,per una serie di motivi. Prima di tutto, gestendo personalmente gli ordini, apprezzo il fatto di poter trattare in modo diretto con i fans che supportano il nostro lavoro, così da poter riservare loro la massima attenzione, invece di vendere ad acquirenti sconosciuti. Poi, il fatto che i fans comprino "dalla sorgente" permette di investire tutti i profitti in ulteriori registrazioni, invece di ritrovarsi le minime percentuali che spettano normalmente ad un artista sotto contratto. Certo, comprare dal sito internet non è comodo come uscire di casa e recarsi al più vicino negozio di dischi, ma pensa che in questo modo i tuoi soldi andranno tutti alla band, e saranno investiti nella creazione di nuova musica.

AG: Nelle vostre canzoni, inclusi i primi demo, le tematiche spaziali e fantascientifiche sono onnipresenti. Com'è nato questo interesse verso certi argomenti? Spiegaci il concept di "Of the Sun + Moon"...

JU: Ho sempre avuto un interesse per l'astronomia e la fantascienza, fin da quando ero bambino e guardavo Star Trek alla TV (ha toccato un argomento scottante...e chi mi conosce BENE sa a cosa mi riferisco...!).
I testi di "Of the Sun + Moon" sono dichiaratamente ispirati ad una storia che cominciai a scrivere nel 1981, il cui titolo sarebbe stato quello del secondo album. Piuttosto che raccontare semplicemente una storia con la musica dei Sacred Blade , ho preferito rendere i concetti più astratti, e lasciare all'alscoltatore il beneficio dell'interpretazione personale. Anche a me è sempre piaciuto interpretare il significato delle cose secondo la mia immaginazione, usare le liriche per dare l'atmosfera...come quando scrivi una novella: i personaggi e gli avvenimenti sono scritti sulle pagine del libro, ma se sono scritti bene, diventano reali nella tua mente. "Of the Sun + Moon" è solo una piccola parte dell'intero racconto (e così è anche il nuovo album degli Othyrworld).
L'intento è quello di realizzare un corposo lavoro che, quando sarà finito, formi una storia completa, con la parte iniziale che ti fornisca accenni sugli eventi a venire.

AG: Ho visto sul vostro sito una dichiarata campagna pubblicitaria contro la Reborn Classics, la leggendaria etichetta che ristampò di sottobanco decine di dischi Metal difficilmente reperibili. So che fu stampato anche un bootleg contenente i vostri primi demo, "Seven Moons of Xecez": come hanno fatto ad avere quei demo? E soprattutto, vedremo mai quei demo stampati ufficialmente?

JU: Il pubblico ci ha chiesto per anni di stampare ufficilamente quei demo: da una parte avrei voluto renderli disponibili, ma dall'altra non volevo usare dei masters dalla qualità scadente. Per fare le cose fatte bene, ci vorrebbe parecchio tempo e parecchi soldi, oltre ad un gran lavoro di restaurazione e rimasterizzazione. Non posso esprimermi su eventuali pubblicazioni, ma sta di fatto che comporterebbero solo ulteriori costi.
Avere quelle canzoni su un bootleg non aiuta affatto, dato che si tratta di registrazioni qualitativamente atroci. Se c'è una grande richiesta di quei demo, penso che la ristampa ufficiale dovrebbe essere fatta correttamente, altrimenti è inutile: comunque, per il momento, il nostro budget è tutto investito sul nuovo album a nome Othyrworld.
Quelli della Reborn Classics sono solo una banda di ladri opportunisti, che guadagnano alle spalle della band e dei fans rubando materiale e pubblicandolo senza autorizzazione, senza pagare nessun diritto per fare questo. A differenza delle ristampe ufficiali, che nel nostro caso significherebbe risalire ai master originali e lavorarci sopra, loro risalgono ai master nel modo in cui ci può risalire chiunque ha una copia del demo: ottenendo una copia su cassetta da una qualsiasi fonte, o addirittura doppiando i vinili su cassetta. Il che implica che la band non guadagni nulla sulla propria musica (guadagno che servirebbe a pagare le registrazioni di quel prodotto e a finanziarsi ulteriori produzioni), oltre a dare ai fans una qualità pessima, sia nell'audio che nella confezione. In questo modo è anche più difficile realizzare una ristampa ufficiale, dal momento che chi ha il bootleg difficilmente comprerebbe di nuovo lo stesso prodotto: si abbasserebbe, così, la percentuale di acquirenti.
Il CD "Seven Moonz" nella fattispecie, ha ucciso ogni possibilità per Sacred Blade di pubblicare i brani su cui abbiamo lavorato per oltre 15 anni, ed ha parzialmente comportato la decisione di cambiare moniker, in previsione di progetti futuri. Le bands hanno bisogno del supporto finanziario dei propri fans, per andare avanti. Supportare le etichette "bootleg" è deleterio per chiunque, infatti gli unici a trarne profitto sono i truffatori che vendono quei CD, tarpando le ali soprattutto alle bands.

AG: Raccontaci qualcosa che ricordi degli anni '80: la tua band, il tuo primo disco, la scena U.S. Metal...pensi che le cose siano cambiate in meglio o in peggio, rispetto quei tempi?

JU: Quei tempi sembrano così lontani...anzi no, un momento: SONO così lontani!!! Ripensandoci, c'era tanta buona musica in giro, allora. E' stato bello per noi ricevere tanti consensi anche durante i primi tempi di attività, difatti devo ringraziare tutti i fans per il loro generoso supporto, quando cominciarono a circolare i nostri primi demo che, sebbene prodotti con un budget molto basso, mi hanno incoraggiato nell'inseguire il mio sogno. Anche se la qualità di quei demo mi imbarazza, adesso, c'era tanta onestà...cosa che ho cercato di mantenere nel mio lavoro. Ottenere la pubblicazione del singolo "The Alien" in apertura della compilation "Metal Massacre vol.IV" fu una ricompensa, dato che attirò le etichette di tutto il mondo, permettendoci di procedere con i lavori per il debut-album. Tuttavia, il progetto si rivelò più impegnativo di quello che credevo, ma ho imparato una grande lezione da quell'esperienza: i ricordi di quel periodo, quindi, sono "bitter sweet"!
Stavamo attenti ad ogni minima imprecisione, durante le registrazioni di "Of the Sun + Moon", e fino al giorno in cui ho spedito l'artwork in Francia per la pubblicazione, è stata una vera lotta. Realizzare quel disco fu l'impresa più dura che mi fosse capitata fino a quel momento, mi fece crollare il mito "glamour" dell'industria discografica e mi iniettò una buona dose di realismo.
Fu un miracolo riuscire a completare il disco, e lo stesso vale per il nuovo album, che ha richiesto ben 10 anni di lavoro!
Se le cose sono meglio o peggio rispetto ad allora? Se dovessi tracciare una linea, la traccerei a metà. Troppa attenzione ai video, ora, troppo mercato incentrato sull'immagine più che sulla musica...e questo non giova affatto; troppa gente presta attenzione al proprio look e non alla qualità delle canzoni. C'è pochissima roba che mi piace, oggi.
D'altro canto, il costo delle produzioni -che nei primi '80 era proibitivo!- è diminuito, permettendo a più artisti di realizzare i propri dischi. Questo è deleterio in molti casi, perchè spesso manca personale competente dietro alle console. Internet ci ha messo del suo, specie quando sfocia nella pirateria, ma ha permesso alle bands di interagire con i propri fans in un modo che prima era impossibile. E' tutto un altro pianeta, rispetto a 20 anni fa!
Qui in Canada non c'è mai stata una scena, abbiamo solo avuto l'opportunità di conoscere qualche band quando venivano a suonare in città, oppure di esibirci insieme ad alcune di esse. L'essere isolato ha comunque contribuito a definire la mia identità, ed ha permesso alla band di non farsi influenzare dai generi musicali in circolazione. Molte bands provenienti da Vancouver hanno un proprio stile, ma pochi arrivano al contratto discografico, perchè manca il supporto locale. Questo è pessimo: conosco bands che hanno dell'ottimo materiale, ma che non sono mai uscite dalla sala prove.
Adesso sembra che tutti seguano il carrozzone delle mode, ma io non posso farlo...lavoro in modo troppo lento!!!(risate generali)

AG: L'ultima curiosità: perchè usare, nei titoli e nelle lyrics, il "+" invece di "and", oppure la "z" invece della "s"?

JU: La colpa è di John Boorman (il noto regista di "Excalibur" e "L'Esorcista II"). Non mi ricordo quando cominciai a fare questa cosa, ma è stato tanto tempo fa. Sono sicuro che leggere un testo scritto in questo modo è un incubo...specie per chi non ha come lingua madre l'Inglese; chiedo scusa!! Questa particolarità è diventata un mio capriccio, e...lo spelling non è il mio forte!!!!

AG: Ok, siamo alla fine: lascia il tuo messaggio ai nostri lettori!

JU: Devo innanzitutto ringraziare te per la pazienza e per l'attesa, sia nei riguardi della nostra musica che per questa intervista! Ricordo che il nostro nuovo album è uscito, sta avendo responsi fenomenali e spero che interessi anche ad i tuoi lettori!
Spero che soddisfi tutti i nostri fans, che siano entusiasti di poterlo acquistare direttamente da noi, supportando così la nostra produzione indipendente...che è l'unico modo, per noi, per continuare a produrre musica!(abbiamo capito...)
Io continuerò a fare musica per i fans, non per le ditte: e solo voi potete permettermi di fare questo! Peace!


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